Violenza sugli animali chiama criminalità

Un tema scottante e purtroppo ancora molto attuale è quello della violenza sugli animali, in particolare gli animali domestici.

Il fatto che le bestiole vittime di certi abusi siano proprio i nostri compagni di vita è senza dubbio un aggravante non indifferente.

Ciò che preoccupa maggiormente è che, secondo recenti studi, chi  violento con gli animali lo sarà, in seconda battuta, sugli esseri umani. In particolare donne e bambini, e questo perché visti spesso dal carnefice come più deboli e indifesi.

 

L’associazione di promozione sociale Link-Italia è in prima fila per portare alla luce questo fenomeno. Secondo le ricerche condotte dall’associazione e pubblicre su un poster reperibile sul loro sito web, esiste già una nutrita letteratura scientifica che attesti il collegamento tra violenza sugli animali e condotta antisociale o criminale, perlopiù violenta.

Poco peso agli episodi di violenza

Il problema da sollevarsi è allora come mai, soprattutto negli individui di giovane età, i gesti di prevaricazione sugli animali non vengano disincentivati a dovere. Molti paesi anglosassoni hanno invece dato enorme peso ai dati relativi alla crudeltà sugli animali, arrivando a intervenire con sostegno psicologico e con sanzioni anche nei casi in cui il carnefice è solo un bambino. Proprio perché è ormai risaputo, e non si può ignorare, che un disagio che sfocia in quel tipo di violenza di evolverà anche contro la società qualora non venga placato.

 

I precedenti, com’è prevedibile, confermano questi dati. Negli Stati Uniti sono stati analizzati i casi di violenza e omicidio su donne e bambini; si è riscontrato che quasi sempre il colpevole aveva alle spalle un lungo curriculum di violenze sugli animali.

 

Il lavoro di Link-Italia

Ciò che sta facendo Link-Italia da ormai anni è, appunto, portare anche in Italia questa consapevolezza, in modo da inasprire le pene per chi abusa dei nostri amici pelosi e iniziare dei veri e propri percorsi di recupero psicologico per i violenti.

 

Per approfondire, le nostre fonti: Rete 55 e il sito web di Link-Italia